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7 ottime ragioni per lanciare il tuo primo temporary store

Se siete un eCommerce, fa parte del vostro DNA pensare che possa essere troppo rischioso (e costoso) provare a vendere offline. Ma se vi dicessimo che state volutamente ignorando un mercato che, secondo Storefront, si aggira intorno agli 80 miliardi di dollari annui? Pensateci: il temporary retail non solo permette di scegliere e utilizzare tantissime location differenti, ma anche di raggiungere una serie di obiettivi diversi in base a quello che vi interessa di più consolidare (clientela, reputazione, vendite etc.). Perciò anche se la cosa vi fa un po’ paura, ecco 7 buone ragioni per cui dovreste ingoiarla e lanciarvi a capofitto nel vostro prossimo temporary store. 1.  Testare il flusso di cassa Dato che i costi per aprire un temporary store sono significativamente più contenuti di quelli necessari per aprire un negozio fisso, questa opzione vi permette di aggiungere dei guadagni che, se avete fatto i compiti, potrebbero essere sostanziosi. Il tutto senza dovervi sottrarre le spese o aggiungere i rischi legati ad uno store a lungo termine. Il brand di abiti da uomo …

Quando il pop up shop diventa green (e grande)

Il 21mo secolo è ancora cucciolo, ma già pieno di sfide. Figlio del precedente, pieno di rivoluzioni (in primis quella tecnologica), corre alla velocità della luce tra innovazione, progresso e problemi semi-nuovi che richiedono soluzioni semi-rivoluzionarie. La tendenza “Go Green” che, tra applausi e polemiche, è ormai diffusa un po’ dappertutto ha raggiunto anche i temporary store, rivelandosi la più che benvenuta. E’ ciò che è successo a Krieau, vicino Vienna, con l’apertura di StadtBiotop, aka il primo centro commerciale green. Non è la prima volta che si vede una cosa del genere: il Boxpark di Londra e il Frau Gerolds Garten di Zurigo sono infatti stati d’ispirazione per questo centro commerciale sorto su un’area cantiere al momento abbandonata e composto per lo più da vecchi container riadattati. Come ogni altro centro commerciale, StadtBiotop offre una ricca selezione di negozi di design, ristoranti, caffè e – ovviamente – un mercato di prodotti bio. In 15 container assemblati gli uni accanto agli altri (orizzontali, verticali o sollevati) giovani designer e brand famosi vendono i loro prodotti, immersi in un’atmosfera …

Il lato digitale dei pop up stores

Lo schermo del tuo smartphone si è illuminato. Cos’è? Una notifica. Un tweet, un invito su Facebook. Succede qualcosa, da qualche parte, e il mondo si fa improvvisamente minuscolo. Suona familiare? E’ il digitale che prende vita, la nostra, tutti i giorni, in qualche modo. Lo chiamano marketing dell’esperienza, e hanno ragione. Lungi dall’essere una sostituzione degli strumenti del marketing tradizionale, i social forniscono al cliente/consumatore un’esperienza totale, coinvolgente, emozionale, inserendosi tra gli strumenti tradizionali dell’in store promotion. Non è certo un’idea nuova, ma di sicuro è un’idea redditizia – un modo nuovo non solo di fare shopping, ma anche di reinterpretare un brand per farlo proprio. Nel mondo del retail i pop up shops portano un revenue stimato di circa £2,1 miliardi, e per citare Richard Lim, Head of Business Information presso la British Retail Consortium: “La rivoluzione è appena cominciata”. E i social la fanno da padrone. Da Pinterest a Youtube, passando per i sempreverdi Twitter e Facebook, brand di fama internazionale e non hanno usato il digitale per promuovere i pop up stores in …

Inked to go – anatomia dei Pop Up Tattoo Parlours

Qual è l’aggettivo più comunemente associato al concetto di ‘tatuaggio’? Ve lo dico io, anche se lo sapete già: permanente. Per tutta la vita. L’esatto opposto di un temporary store che appare e scompare tra le strade di una città tra la sorpresa generale. Ma i pop store sono anche esperienze, e ogni tatuaggio è un’esperienza sulla pelle. Da questo connubio di effimero e persistente sono nati i Pop Up Tattoo Parlours, letteralmente dei ‘salotti’ di inchiostro dove artisti tatuatori offrono i loro servigi all’interno di negozi di abbigliamento, alberghi, concessionarie di moto (se vi è appena venuta in mente una Harley Davidson, avete capito) e persino musei di arte contemporanea. Chi di voi ha un tatuaggio conosce bene la bolla sensoriale che avvolge tatuatore e tatuato durante una seduta: le chiacchiere, il rumore degli aghi che danzano e l’emozione dell’attesa per il tuo nuovo capolavoro. E’ un po’ una magia, e un Pop Up Tattoo Parlour la porta a spasso. Misto di pubblicità per gli artisti e chi li ospita nei loro locali, questo …